IL MANIFESTO DEL CENTENARIO 


L’idea del Buon Compleanno non nasce a caso, ma da una postura mentale che oggi chiameremmo di Resilienza, semplicemente era amore per il proprio quartiere, la propria casa, un amore battagliero messo in pratica già da molti anni prima, nella lotta di strada contro le tossicodipendenze e nel portare, grazie anche all'attenzione dell'allora assessore Renato Nicolini, la cultura sperimentale sui territori considerati ancora in quegli anni "periferici".  Ed era così per tutti coloro che si sono accompagnati nel viaggio che conduce ad oggi.
A Garbatella dietro la storicità architettonica vivono grazie a Dio, famiglie con il loro diritto di invecchiare con una qualità della vita al passo con le innovazioni e quindi più sostenibile, in un territorio dove la Solidarietà possa difendersi dalla disaggregazione per completarsi nel valore della Famiglia Sociale.
Tutelare l’appuntamento del Buon Compleanno Garbatella, con le sue riflessioni, è tutelare questa battaglia molto lontana nel Tempo, così come si tutela casa propria.
Vorremmo poter sperare che ogni quartiere a Roma possa festeggiare il proprio compleanno, scegliendo la propria data di rinascita.
Le trasformazioni urbane vanno di pari passo con le trasformazioni sociali, la differenza fra il bene e il male è nel grado di consapevolezza delle implicazioni dirette e indirette, se vi è una visione governata per il meglio o disattesa per il peggio.
Gli interventi di riqualificazione e l’arrivo dell’Università, un teatro vivo e partecipe, significano indotto abitativo e commerciale, la collaborazione fra associazionismo e imprese significa vitalità e riqualificazione. La cura per il Decoro significa rispetto per la Bellezza, per la Cultura e con esse rispetto per i tempi della Riflessione e della Solidarietà. Con il tempo e la precarietà quel molto che c’è da fare è diventato ancora più impellente, ma è ancora possibile prendere ad esempio quanto è stato già compiuto.
Il progetto 100 piazze ha consentito la realizzazione dei Giardini Desiderio Nobels sostituendo un crocevia pericoloso, autogestito e conservato ora è l’appuntamento quotidiano di famiglie e cittadini, sull’area pedonale affacciano attività commerciali diventate veri e propri punti di aggregazione. Piazza Caterina Sforza una volta era un parcheggio arruffato, ora è una piazza alberata. Entrambe con beneficio per le attività commerciali che vi si affacciano.
Sono molte le azioni sinergiche che possono essere attuate su un territorio, cercando la sostenibilità fra le pieghe di ciò che la Governance non osserva a sufficienza.
Ammodernare gli impianti d’illuminazione a led dei centri anziani e dei centri sportivi permetterebbe un risparmio consistente destinabile a iniziative sociali; incentivare l’efficientamento energetico abitativo può abbattere i costi condominiali per molte famiglie; per entrambe vale una raccolta rifiuti differenziata domestica e non serve il costosissimo porta a porta, da anni esistono prototipi industriali di raccolta domestica in grado di indicizzare e restituire il valore economico; le famiglie grazie a Dio invecchiano ma un’abitazione senza ascensore si rivela una prigione per anziani e disabili. Le terrazze stracolme di antenne sono una offesa agli architetti illuminati dell’epoca, fra cui Gustavo Giovannoni, Marcello Piacentini, Del Debbio, Limongelli, Sabbatini, e impediscono la vivibilità degli spazi comuni.    
L’innovazione tecnologica può e deve essere applicata tanto più nei quartieri storici, creare gruppi di acquisto solidali per la ristrutturazione abitativa sarebbe economicamente sostenibile e produrrebbe lavoro, l’innovazione compresa quella culturale porta lavoro conoscerla e sostenerla fuori dalle logiche dei confini di appartenenza politica.  
È nella Complementarietà fra fattori solo apparentemente distanti che risiedono le risposte necessarie non soddisfatte solo perché non utilizziamo il giusto punto di osservazione.   
Il nostro impegno è non arrivare impreparati ad un appuntamento che ci porta a ragionare sulle trasformazioni urbane e su come interpretarle, con tutte le sfaccettature e interrelazioni fra Contenitori e Contenuti. I Segni e dei Simboli della Gente sono rappresentazioni di un linguaggio complesso e identitario, un faro rappresentativo necessario anche per l’inclusione. L’Innovazione è il cammino della conoscenza necessario per curarli e tutelarli.
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